Paleontologia generale

Giacimenti fossiliferi

I mammuth, conservati tramite un raro processo di congelamento, costituiscono un ritrovamento eccezionale, ma i siti fossiliferi in genere sono molto meno rari di quello che si pensa!




Dove trovare un fossile?

Rinvenire un fossile non è una cosa facile, ma nemmeno rara come sembrerebbe a prima vista: occorre essere dei buoni camminatori ed osservatori in senso naturalistico ed applicare un piccolo ragionamento "geologico".
Abbiamo visto che i fossili si rinvengono in terreni di origine sedimentaria e pertanto questi sono le rocce dove si possono rinvenire: occorre quindi portarsi su questi terreni. Si deve cercare quindi le località dove le rocce sedimentarie sono esposte affiorando a cielo aperto. Queste località sono di due tipi: quelle naturali, come piccole frane, rive di fiumi, incisioni torrentizie, ecc. e quelle artificiali come ad esempio le cave.


Una collina sezionata
Un tipico affioramento di terreni sedimentari sono le caratteristiche colline nei dintorni di Asti. Alcune sono sezionate artificialmente per permettere l'estrazione di materiale da costruzione: questo consente una ottima osservazione del fenomeno della sedimentazione. Nella fotografia panoramica possiamo vedere un piccolo rilievo nei boschi presso Gallareto (AT) tagliato di netto: si possono notare i sedimenti sabbiosi del mare pliocenico affiorare.

Erosione
Durante i periodi estivi molto secchi il greto e le rive di fiumi costituiscono un buon sito di osservazione diaffioramenti di rocce sedimentarie. La foto ritrae il fiume Tanaro, nei dintorni di Asti, dove affiorano argille e marne del Miocene superiore.


Non sempre i terreni sedimentari risultano "fossiliferi": più frequantemente appaiono infatti sterili, cioè non presentano fossili. Questo è dovuto dal fatto che non si sono verificate le rare condizioni naturali necessarie per determinarne la conservazione. Oppure, più semplicemente, in quel luogo ed in quel tempo, non erano presenti esseri viventi.
Per contro esistono giacimenti fossiliferi più o meno ricchi di fossili. Molti di questi sono protetti per evitarne la depauperazione in seguito ad una raccolta sconsiderata (ricordo che esistono leggi precise che riguardano la raccolta di fossili e di cui tratterò separatamente) oppure perchè sono in studio da parte degli "addetti al lavori". Molti sono abbandonati o dimenticati, ...ma moltissimi altri sono ancora da scoprire !


La scoperta di un piccolo giacimento

Una salutare passeggiata nei boschi intorno ad Asti quasi sempre regala qualche sorpresa paleontologica. Tra le colline astigiane spesso si possono incontrare delle piccole esposizioni naturali dove è possibile osservare un affioramento fossilifero come quello che sotto ho descritto fotograficamente. Nella località nascosta dalla vegetazione che sotto ho documentato fotograficamente, un piccolo smottamento ha messo in luce un livello fossilifero.


Un livello fossilifero
Nel bosci nei dintorni di Asti una parete di sabbie compatte del Pliocene (facies astiana) affiora per esposizione naturale.
Possiamo vedere molti resti demineralizzati di malacofauna (conchiglie) apparire a cielo aperto e formare un livello fossilifero. Nel riguadro affiora una conchiglia di lamellibranco ben conservato.

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Un fossile affiora naturalmente
Parzialmente ricoperto dalla sabbia pliocenica fa capolino dal sedimento il guscio di pettinide: probabilmente Pecten (Flabellipecten) nigromagnus. Intorno compaiono altri resti di gusci di lamellibranchi e gasteropodi che presentano una certa demineralizzazione. Un delicato lavoro di spazzolino permette di portare alla luce il fossile per poter eseguire un fotografia: purtroppo l'esemplare, con le valve disarticolate, risulta fessurato. E' una grande emozione portare alla luce questa conchiglia che da 3 o 4 miloni di anni giace sepolta !

Una spiaggia pliocenica
Il livello fossilifero in cui compaiono dei lamellibranchi testimonia quindi la presenza del un mare pliocenico.
Un esame superficiale del livello fossilifero testimonia che siamo in presenza di un fondale basso, con resti di conchiglie frammentate, non lontano dalla riva.



I Fossil - Lagerstätte

Esistono anche giacimenti fossiliferi di grandissimo interesse scientifico ed anche estetico che, per il tipo di conservazione e la quantità di materiale fossile presente, stupiscono anche i paleontologi più "incalliti": sono i Fossil-Lagerstätte.
Questo termine è stato coniato dai paleontologi tedeschi ad indicare "corpi sedimentari che offrono una eccezionale quantità di informazioni sulla vita del passato sia a causa dell'abbondanza degli esemplari contenuti sia per loro straordinario stato di conservazione" (definizione tratta dall'articolo Vita e morte nei mari del Cretaceo, del paleontologo Fabio Marco Della Vecchia, Le Scienze n°418, giugno 2003).


Konservat-Lagerstätte
Nel caso di Fossil - Lagerstätte che presentino una particolare eccezionalità di conservazione dei fossili si hanno dei Konservat-Lagerstätte
Questo tipo di giacimenti è riferito a sedimenti particolarmente fini depositati in ambienti marini e/o lacustri che hanno permesso anche la conservazione (si parla di impronte) delle parti molli degli organismi.
Nella foto a destra ho riportato una (Cyclobatis maior), pesce cartilagineo, Del Cretaceo sup. del Libano proveniente dal Konservat-Lagerstätte di Haquel(per gentile concessione del Museo di Storia Naturale Don Bosco di Torino).


Un tavolo esclusivamente dedicato agli ittioliti dei Konservat-Lagerstätte del Creataceo sup. del Libano, ripreso nella mostra Euro Mineral Expo 2004 di Torino. Le popolazioni locali libanesi cavano e commerciano senza controllo questi fossili vendendoli ai turisti sulla costa. Un tipico esempio di dispersione di materiale paleontologico prezioso !



Bolca: un Fossil - Lagerstätte italiano

Anche in Italia abbiamo alcuni di questi particolari giacimenti. Il più famoso e conosciuto in tutto il mondo è quello della "Pesciara" del Monte Bolca che si trova 25 km a NE di Verona. La prima citazione ufficiale dei pesci fossili del sito compare nei "Discorsi sopra Dioscoride" del Mattioli, testo che risale al 1555.
Il giacimento di Bolca è databile all'Eocene inferiore e rappresenta paleoecologicamente un ambiente topicale. I livelli fossiliferi sono composti da calcare a grana finissima, di origine chimico-organogena, che si sfalda in lamine consistenti. Aprendo queste lamine, come si può fare con un libro, si ritrovano, foglie, insetti e pesci fossili. Molti splendidi ittioliti ed una grande palma provenienti da Bolca li potete ammirare anche a Torino visitando il Museo di Storia Naturale Don Bosco.


La "Pesciara" di Bolca
Per documentare storicamente il giacimento di Bolca, riporto tre fotografie che ho scattato durante una mia visita alla "Pesciara" nella primavera del 1973. Si noti l'ingente l'ammasso di "lastrine" di sedimenti rotti durante la ricerca dei fossili da parte dei visitatori. A destra compare l'ingresso alla cava in galleria.

Uno splendido ittiolite proveniente dalla Pesciara di Bolca: si tratta di una Mene rhombea, fossile caratteristico di questo giacimento . Per gentile concessione del Museo di Storia Naturale Don Bosco di Torino.


Giacimenti famosi

I giacimenti fossiliferi di una certa importanza sono molti. Alcuni hanno grande valore scientifico, ma i fossili che li cratterizzno a volte non sono esteticamente appaganti. Altri per contro sono conosciuti anche per l'appariscenza che li caratterizzano e pertanto presentano anche una certa attrattiva turistica.
Mi limito a segnalare uno di questi giacimenti localizzato in Francia, in alta Provenza, nei pressi di Digne. E' facilmente raggiungibile dal capoluogo piemontese e non è difficile da trovare: raggiunta la cittadina di Digne basta chiedere a chiunque e seguire i cartelli indicatori.
A Digne è possibile visitare anche uno bel museo che descrive i fossili che provengono dai dintorni della cittadina, che presentano notevole interesse paleontologico, e fornisce indicazioni per visitare altri siti interessanti presenti nelle vicinanze.

Il giacimento ad ammoniti di Digne
Questo giacimento risale al Giurassico. Nella foto di sinistra compaiono gli strati calcarei, che presentano una forte inclinazione: si vedono le grandi ammoniti affioranti. A destra ho messo in evidenza la superfice di strato con il sottoscritto per avere il senso delle dimensioni degli esemplari.