|
I Molluschi (conchiglie e polpi)
|
![]() ![]() ![]()
|
|
Legno attaccato dalle Teredini Spesso dopo le mareggiate si trovano sulla battigia tronchi (vedi foto in alto) e pezzi di legno che, dalla loro consistenza, si evince che sono stati molto tempo in mare. Osservandoli la vicino si notano numerosi fori nel legno ormai marciscente: sono le tracce delle temibili Teredini che distruggono rami e tronchi galleggianti. |
![]()
|
|
La Teredine (Teredo navalis) Nelle immagini che ho scaricato da Internet si possono vedere in alto i tubi calcarei che il piccolo bivalve edifica nel foro che ha creato nel legno. In basso compaiono le foto della sua piccola e strana conchigla (dimensioni di circa 1 cm), due piccole valve trilobate che usano per scavare, e le placche calcaree di chiusura del suo tubo calcareo. Il nome scientifico latino già descrive il mollusco. |
|
|
|
Gasteropodi depositori di ovature A sinistra: il mollusco gasteropode Hexaplex trunculus detto Murice troncato, anche apprezzato nelle cucina mediterranea; a destra: la chiocciola marina Neverita josephinia chiamata col come volgare di “natica”. Le immagini sono state tratti da siti specializzati in malacologia. |
Uova di murice Capsule ovigere schiuse del mollusco gasteropode Murice troncato (Hexaplex trunculus), ritrovate spaggiate nelle banquettes di piante di posidonia morte. |
![]() ![]()
Uova di chiocciola marina Alcuni nastri ovigeri o "ovature a nastro", ormai schiusi, della chiocciola marina Neverita josephinia, nota col come volgare di Natica, raccolte su fondale sabbioso di due metri circa a poca distanza dalla riva (foto in alto); hanno un diametro di circa 6 centimetri. Di loro ormai esiste solo la traccia sabbiosa compatta in cui si intravedono controluce gli alloggiamenti delle uova (foto centrale). Si tratta di resti fragilissimi che, per conservarli e portarli in museo (collaboro col Museo di Storia Naturale Don Bosco), ho dovuto opportunatemente consolidare con collante vinilico (foto in basso). |
Scoglio occupatao da Patelle e chiocciole marine Una nutrita comunità di gasteropodi vive ancorata saldamente alla roccia degli scogni fino a occupare la zona raggiunta dagli spruzzi delle onde (zona intertidale). Si notano delle Patelle (probabilmente Patella ulyssiponensis) e delle piccole chiocciole di mare dette "Cornetto comune" (Phorcus turbinatus). |
Tracce di predazione Spesso sul fondale sabbioso intorno agli scoglici si imbatte nelle conchigle vuote della chiocciola di mare detta "Cornetto comune" (Phorcus turbinatus). Stranamente moltissimi di questi gusci risultano spezzati, come quelli che si notano nella fotografia. Si tratta probabilmente di tracce di predazione da parte di pesci come Branzini ed Orate. Le loro robuste mascelle con denti di forma particolare risultano adatte a spezzare facilmente il guscio di conchiglie e crostacei di cui si nutrono. |
Patella aspera (Patella ulyssiponensis) Specie comune. Ha una marcata raggiatura e la sagoma del perimetro è divesa da un esemplare all'altro, infatti, crescendo, la forma si adatta al fondale roccioso in cui è situata. |
![]()
La Torretta (Cerithium sp.) l genere Cerithium (foto in alto) comprende un ampio gruppo di specie marine di gasteropodi (chiocciole) morfologicamente molto variabili caratterizzate da gusci allungati con molte spirali e aperture ovate. Spesso le piccole conchiglie vuote del gasteropode della Torretta sono occupate da piccoli paguri, crostacei decapodi e che paiono trascinarsi appresso la loro casetta faticosamente. A volte, da come si vede nella foto in basso si trovano in piccoli gruppi. |
Boccone di mare (Stramonita haemastoma) A sinistra si vede il guscio della conchglia dall'aspetto roccioso parzialmente pulito dalle incrostazione e alghe che lo coprivano; a destra si notano il labbro esterno ed interno che delimitano l'apertura che presenta un colore arancione che tende al rosso. |
La Ciprea porcellana (Luria lurida) La Ciprea porcellana ha nome scientifico latino Luria lurida che proprio ha che fare con la sua bellezza. In effetti il termine latino luridus non significa "molto sporco" (come oggi si potrebbe intendere), ma anche "giallognolo" o "pallido", in riferimento al colore tipico della conchiglia (che è anche variabile). Il nome generico Luria (nome proprio femminile) invece va cercato nel mondo ebraico ed ha una storia ricca e connessione profonda con la tradizione ebraica. Particolarmente attiva di notte è difficie da vedere, raggiunge circa 6 cm di lunghezza. Nonostante questa specie sia relativamente comune lungo le coste italiane e mediterranee, potrebbe subire drastiche riduzioni delle abbondanze nel prossimo futuro, a causa del prelievo a scopo collezionistico ed ornamentale. Si ricorda che moltre conchiglie sono protette dalla C.I.T.E.S. (Convention International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora). |
![]() ![]() ![]()
Polpo nella sua tana (Octopus vulgaris) Serie di fotografie che ritraggono un Polpo comune (Octopus vulgaris) in vari atteggiamenti. Questi intelligenti molluschi si posizionano vicino ad uno scoglio e si costruiscono letteralmente delle tane utilizzando delle pietre che raccolgono intorno. Da come si vede nelle due prime fotografie, adornano anche l'ingresso con gusci vuoti delle conchiglie di cui si cibano. L'animale fa timidamente capolino dal piccolo ingresso e, come usa, cambia colore per rendersi invisibile ai predatori e modifica il suo aspetto poi rendendo la pelle rugosa. Si vede poi il polpo avvolto su se stesso che spia con occhi "minacciosi". |
Il doride dipinto (Felimare picta) Il doride dipinto (Felimare picta) è un mollusco nudibranchio della famiglia Chromodorididae. Da come si vede nelle due foto, il colore del corpo è variabile: va da azzurro a viola, giallo o verde, con macchie gialle irregolari. Ha sei sottospecie diverse. Raggiunge i 20 centimetri di lunghezza. Vive nell'Oceano Atlantico occidentale e orientale e Mar Mediterraneo su fondali fino a 50 metri di profondità. |
Accoppiamento di nudibranchi Ho avuto la fortuna di riuscire a fotografare la fase di accoppiamento di due esemplari di Doride dipinto (Felimare picta). Tutti i nudibranchi sono ermafroditi e non esistono quindi maschi e femmine, bensì in ogni individuo sono presenti contemporaneamente gli organi riproduttivi maschili e femminili. Pertanto sono detti ermafroditi simultanei. Al momento dell’accoppiamento i due partner si affiancano rivolgendosi il fianco destro, dove sono presenti le aperture genitali (vedere la foto). A questo punto avviene la fecondazione delle uova, simultaneamente nei due organismi. Le uova vengono poi rilasciate da ciascun individuo avvolte in un nastro di muco che viene fatto aderire al fondale. |
