I Molluschi (conchiglie e polpi)


I Molluschi (Mollusca)
Questa vastissima categoria di esseri viventi, che è presente sulla Terra fin dal periodo Paleozoico, viene divisa in sei classi tra cui ricordo le tre principali: Bivalvi (conchiglie), Gasteropodi (chiocciole e lumache marine) e Cefalopodi (polpi e seppie).
Conchiglie e chiocciole marine sono nel mare di San Bartolomeo ormai rare e si ricorda la loro raccolta è regolamentata dalla Legge. Ad esempio il grande bivalve Pinna nobilis nota volgarmente col nome di "nacchera di mare", "pinna comune" o "cozza penna", ormai in via di estinzione per l'eccessiva raccolta, è una specie protetta. Questo mollusco nella zona degli scogli di di San Bartolomeo era presente con numersi esemplari fino al 2016, del 2017 questi hanno iniziato a dimunuire di numero, nel 2019 ne avvistai solo più un paio. Dal 2020 sono purtroppo totalmente scomparse.
Si tratterebbe del fenomeno della infezione (virus) e mortalità delle "nacchere di mare" ad opera del protozoo Haplosporidium pinnae. Nonostante il divieto di pescare gli esemplari di Pinna nobilis, spesso il mollusco viene raccolto dai fondali per finire in cucina (se ne mangia solo una piccola parte) o come souvenir. Un danno che perdura nel tempo, visto che le bivalve impiegano molti anni per raggiungere l’età riproduttiva.



Le teredini terrore dei marinai
I Teredinidi (Teredinidae Rafinesque, 1815) sono una famiglia di molluschi bivalvi (cioè con conchiglia), il corpo ha sembianze vermiformi ed è dotato di una piccola conchiglia che fornisce protezione solo ad una parte del corpo. Vive perforando il legno di relitti ma anche di strutture in legno galleggianti. Come protezione riveste di tubi calcarei le perforazioni in cui vive e si muove all’interno protetta da una piccola conchiglia che riveste il suo capo.
Il nome deriva dal latino teredo (tarlo, verme intestinale) che a sua volta derva dal greco teredon che ha lo stesso significato.
In passato costituivano un notevole pericolo per la funzionalità degli scafi di legno in quanto, essendo animali xilofagi (che si nutrono di legno), tale materiale costituisce la loro principale fonte di nutrimento. Le Teredini sono tra le più temibili specie xilofaghe marine, che, scavando gallerie nelle chiglie delle navi e nelle costruzioni subacquee, producono talora danni veramente imponenti: per questo, Linneo definì le Teredini come calamitas navium (letteralmente "naufagio"). Tale pericolo è oggi facilmente eliminato grazie a vernici protettive e repellenti che proteggendo gli scafi impediscono alle teredini di perforare le opere in legno sommerse.










Legno attaccato dalle Teredini
Spesso dopo le mareggiate si trovano sulla battigia tronchi (vedi foto in alto) e pezzi di legno che, dalla loro consistenza, si evince che sono stati molto tempo in mare. Osservandoli la vicino si notano numerosi fori nel legno ormai marciscente: sono le tracce delle temibili Teredini che distruggono rami e tronchi galleggianti.






La Teredine (Teredo navalis)
Nelle immagini che ho scaricato da Internet si possono vedere in alto i tubi calcarei che il piccolo bivalve edifica nel foro che ha creato nel legno. In basso compaiono le foto della sua piccola e strana conchigla (dimensioni di circa 1 cm), due piccole valve trilobate che usano per scavare, e le placche calcaree di chiusura del suo tubo calcareo. Il nome scientifico latino già descrive il mollusco.



Uova di chiocciole marine
Può capitare, passeggiando lungo la spiaggia, di trovare sulla riva deposti sulla battigia dalle onde, degli strani ammassi. Sono bianchi, leggeri, di dimensioni variabili da un pugno ad un grosso pallone, formati da molte piccole concamerazioni identiche, unite a formare un’unica struttura, anche facendo dello snorkeling le possiamo incontrale adagiate sul fondo.
Per la loro forma possiamo confonderli con delle spugne, ma in realtà si tratta di grossi ammassi di uova, detti capsule ovigere, del mollusco gasteropode Murice troncato (Hexaplex trunculus) le cui conchiglie spesso si vedono sui fondali.
Nel periodo riproduttivo, da maggio ad agosto, depone gruppi di uova di colore bianco-giallastro, a forma di clava, riunite in ammassi che possono raggiungere le dimensioni di un pallone e che contengono al loro interno le uova. Quando schiudono, finito il suo compito biologico, la massa di uova vuota va alla deriva. Un atro gasteropode Muricide che depone uova è il Boccone di mare (Stramonita haemastoma) forse più conosciuto gastronomicamente.

Sul fondo è possibile imbattersi anche in altre strane strutture. Consistono in fragili strisce centimetriche di sabbia solidificate, a forma di un nastro, con il bordo ondulato disposte a semicerchio; anche queste sono uova: sono dette nastri ovigeri o ovature a nastro. Spesso vengono scambiate per rifiuti di plastica insabbiati, ma la verità hanno a che fare con la natura. Si tratta infatti delle uova di una graziosa chiocciola marina Neverita josephinia, nota col come comune di “natica”.
Da aprile a giugno questo gasteropode depone centinaia di uova distribuendole in piccole cellette ricavati in questi strani nastri sabbiosi che il mollusco edifica consolidandoli. Attenzione: quando sono presenti le uova non andrebbero toccati per evitarne la distruzione.




Gasteropodi depositori di ovature
A sinistra: il mollusco gasteropode Hexaplex trunculus detto Murice troncato, anche apprezzato nelle cucina mediterranea; a destra: la chiocciola marina Neverita josephinia chiamata col come volgare di “natica”. Le immagini sono state tratti da siti specializzati in malacologia.




Uova di murice
Capsule ovigere schiuse del mollusco gasteropode Murice troncato (Hexaplex trunculus), ritrovate spaggiate nelle banquettes di piante di posidonia morte.









Uova di chiocciola marina
Alcuni nastri ovigeri o "ovature a nastro", ormai schiusi, della chiocciola marina Neverita josephinia, nota col come volgare di Natica, raccolte su fondale sabbioso di due metri circa a poca distanza dalla riva (foto in alto); hanno un diametro di circa 6 centimetri. Di loro ormai esiste solo la traccia sabbiosa compatta in cui si intravedono controluce gli alloggiamenti delle uova (foto centrale). Si tratta di resti fragilissimi che, per conservarli e portarli in museo (collaboro col Museo di Storia Naturale Don Bosco), ho dovuto opportunatemente consolidare con collante vinilico (foto in basso).



Gasteropodi degli scogli
Patelle e chiocciole di mare vivono abbarbicati sugli scogli sia nella parte sommersa fino quella umida che viene raggiunta dagli spruzzi delle onde (zona intertidale). La chiocciola di mare detta "Cornetto comune" (Phorcus turbinatus) è un mollusco gasteropode marino della famiglia Trochidae. Si nutre dello strato di alghe che gratta con la radula dalla superficie degli scogli.




Scoglio occupatao da Patelle e chiocciole marine
Una nutrita comunità di gasteropodi vive ancorata saldamente alla roccia degli scogni fino a occupare la zona raggiunta dagli spruzzi delle onde (zona intertidale). Si notano delle Patelle (probabilmente Patella ulyssiponensis) e delle piccole chiocciole di mare dette "Cornetto comune" (Phorcus turbinatus).



Tracce di predazione
Spesso sul fondale sabbioso intorno agli scoglici si imbatte nelle conchigle vuote della chiocciola di mare detta "Cornetto comune" (Phorcus turbinatus). Stranamente moltissimi di questi gusci risultano spezzati, come quelli che si notano nella fotografia. Si tratta probabilmente di tracce di predazione da parte di pesci come Branzini ed Orate. Le loro robuste mascelle con denti di forma particolare risultano adatte a spezzare facilmente il guscio di conchiglie e crostacei di cui si nutrono.



Le Patelle
Le Patelle sono un genere di molluschi gasteropodi della famiglia Patellidae. Vivono rocce soggette a periodiche variazioni della marea (zona intertidale). Il loro piede, aderendo con forza al substrato, trattiene una quantità di acqua sufficiente ad impedire la disidratazione, e consente loro di sopportare lunghi periodi di emersione. L'adesione è resa possibile anche dalla secrezione di una sostanza viscosa.
In tutto il mondo esistono più di duecento specie di patella, le più note nel Mediterraneo sono la Patella Coerulea, la più diffusa e la Patella Aspera ora diventata sinonimo della Patella ulyssiponensis.
È caratterizzata da una conchiglia sottile, che in molti casi si erige a formare una specie di cono a base ovale, la forma però può variare molto a seconda della zona in cui si trova, in quanto è essenziale per la sopravvivenza dell’animale la completa adesione con la roccia. Tende quindi ad adattarsi al fondale roccioso in cui è situata. Le carni sono molto gustose, ma abbastanza dure, non vengono quindi usate nella cucina tradizionale essendo poco digeribili, però viene molto apprezzata nella pesca, dove viene usata come esca, in quanto la durezza delle sue carni ha una maggiore resistenza agli attacchi delle prede.



Patella aspera (Patella ulyssiponensis)
Specie comune. Ha una marcata raggiatura e la sagoma del perimetro è divesa da un esemplare all'altro, infatti, crescendo, la forma si adatta al fondale roccioso in cui è situata.



Gasteropodi del fondale
La grande maggioranza di gasteropodi si trova a livello intertidale (zona del litorale che dipende dalle maree) o in acque poco profonde su substrati di sabbia e detriti, dove strisciano sulla superficie o si rintanano parzialmente intorno alle rocce. Le specie Cerithium sp. abbracciano un'ampia varietà di habitat, sia riguardo al substrato che alla distribuzione in profondità.
Raramente si possono anche incontrare le belle Cipree, una famiglia di molluschi gasteropodi marini che conta circa 250 specie viventi, distribuite specialmente in tutti i mari tropicali del globo, ma anche presenti nel Mediterraeo. Caratteristica piuttosto evidente di questi molluschi è la bella conchiglia, globosa, lucida e porcellanacea della dimensione media di un uovo. Sono state utilizzate per secoli non solo come prezioso ornamento, simbolo di bellezza e di potere, ma anche come moneta di scambio.






La Torretta (Cerithium sp.)
l genere Cerithium (foto in alto) comprende un ampio gruppo di specie marine di gasteropodi (chiocciole) morfologicamente molto variabili caratterizzate da gusci allungati con molte spirali e aperture ovate. Spesso le piccole conchiglie vuote del gasteropode della Torretta sono occupate da piccoli paguri, crostacei decapodi e che paiono trascinarsi appresso la loro casetta faticosamente. A volte, da come si vede nella foto in basso si trovano in piccoli gruppi.



Lo squisito Boccone di mare
La Stramonita haemastoma è un mollusco gasteropode carnivoro della famiglia Muricidae, si nutre principalmente di altri molluschi bivalvi ed è abbastanza comune nei fondali rocciosi o detritici dalla superficie fino a circa 30 m di profondità. Il nome comune di "Boccone di mare" gli è stato attribuito in quando e un "frutto di mare" molto apprezzata nella cucina mediterranea.
Viene definito popolarmente "guscio di roccia dalla bocca rossa" per il fatto che la conchiglia, solitamente coperta si alghe ed incrostazioni calcaree, si mimetrizza confondendosi con le rocce mentre il labbro esterno ed interno che delimitano l'apertura della conchiglia presenta un colore arancione che tende al rosso.
Il suo nome specifico haemastoma che deriva dal greco, infatti significa letteralmente "bocca insanguinata". Anche il Boccone di mare, come altri generi di gasteropodi, depone dei grossi ammassi di uova, detti capsule ovigere.



Boccone di mare (Stramonita haemastoma)
A sinistra si vede il guscio della conchglia dall'aspetto roccioso parzialmente pulito dalle incrostazione e alghe che lo coprivano; a destra si notano il labbro esterno ed interno che delimitano l'apertura che presenta un colore arancione che tende al rosso.




Le bellissime Cipree
Le Cipree (Cypraeidae Rafinesque, 1815) costituiscono una famiglia di molluschi gasteropodi marini (sottoclasse Caenogastropoda) che conta più di 200 specie viventi, specialmente distribuite in tutti i mari tropicali del globo, ma anche nel Mediterraneo, dove sono scarsamente rappresentate. Generalmente hanno una dieta mista di alghe e altri organismi bentonici, ma esistono anche specie prettamente predatrici che si nutrono di spugne, coralli e altri molluschi.
Caratteristica piuttosto evidente di questi molluschi è la conchiglia, globosa, lucida e porcellanacea, con apertura denticolata che si diparte longitudinalmente, alla base. La peculiare lucidità della conchiglia è dovuta al fatto che quando l'animale è attivo, questa è ricoperta da un sottile strato epiteliale (mantello) che la preserva da incrostanti.
"Porcellana” era il termine con il quale anticamente ci si riferiva alle cipree, proprio per la loro brillantezza e lucidità, così simili a questo materiale ceramico. Le cipree hanno da sempre attratto la curiosità degli esseri umani in ogni angolo della Terra, dalle epoche preistoriche fino ai giorni nostri.
Per esempio le conchiglie della Cypraea moneta e Cypraea annulus, sono state un mezzo di pagamento (utilizzate come moneta) per lungo tempo in Oceania, Africa e Asia ma anche in Europa, a partire dal XIII secolo. Molto ambite nel campo del collezionismo malacologico, a volte raggiungono prezzi proibitivi, ad esempio la Spherocypraea incomparabilis raggiunge i 20.000 dollari!



La Ciprea porcellana (Luria lurida)
La Ciprea porcellana ha nome scientifico latino Luria lurida che proprio ha che fare con la sua bellezza. In effetti il termine latino luridus non significa "molto sporco" (come oggi si potrebbe intendere), ma anche "giallognolo" o "pallido", in riferimento al colore tipico della conchiglia (che è anche variabile). Il nome generico Luria (nome proprio femminile) invece va cercato nel mondo ebraico ed ha una storia ricca e connessione profonda con la tradizione ebraica.
Particolarmente attiva di notte è difficie da vedere, raggiunge circa 6 cm di lunghezza. Nonostante questa specie sia relativamente comune lungo le coste italiane e mediterranee, potrebbe subire drastiche riduzioni delle abbondanze nel prossimo futuro, a causa del prelievo a scopo collezionistico ed ornamentale. Si ricorda che moltre conchiglie sono protette dalla C.I.T.E.S. (Convention International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora).




I polpi, molluschi evoluti
Il Polpo comune (Octopus vulgaris) è un mollusco cefalopode della famiglia Octopodidae che ben conosciamo perche è molto apprezzato nella cucina mediterranea. Questo simpatico mollusco e notevolmente presente nella zona tra gli scogli e la spiaggia di San bartolomeo. Il fondale è disseminato di molte tane vuote perchè l'animale temporaneamente le lascia libere... oppure viene catturato per finire in pentola. Purtroppo al DPR 1639/68 viene aggiunta nel 1987 la circolare ministeriale n° 6227201 che recita: è vietata la raccolta di coralli e crostacei, nonché di molluschi esclusi quelli cefalopodi.
Il Polpo comune ha un’aspettativa di vita attorno all’anno, massimo due. Anche quando capita di vedere esemplari grandi, non siamo davanti a molluschi particolarmente longevi come potrebbe pensare, ma semplicemente ad esemplari che hanno avuto un accrescimento decisamente superiore alla norma.
È considerato uno degli invertebrati più intelligenti; è stato, per esempio, dimostrato che il polpo comune ha la capacità di apprendere se sottoposto a test di apprendimento per associazione e osservando gli altri della sua specie, capacità che in precedenza era stata dimostrata solo in alcuni mammiferi. Personalmente amo molto questo animale che spesso risulta essere curioso quando si riesce a stabilire con lui un certo rapporto di fiducia.
Le sue tane sono facilmente identificabili per la presenza di sassi e conchiglie che l'animale usa per abbellirne l'ingresso.










Polpo nella sua tana (Octopus vulgaris)
Serie di fotografie che ritraggono un Polpo comune (Octopus vulgaris) in vari atteggiamenti. Questi intelligenti molluschi si posizionano vicino ad uno scoglio e si costruiscono letteralmente delle tane utilizzando delle pietre che raccolgono intorno. Da come si vede nelle due prime fotografie, adornano anche l'ingresso con gusci vuoti delle conchiglie di cui si cibano. L'animale fa timidamente capolino dal piccolo ingresso e, come usa, cambia colore per rendersi invisibile ai predatori e modifica il suo aspetto poi rendendo la pelle rugosa. Si vede poi il polpo avvolto su se stesso che spia con occhi "minacciosi".




Gli strani bellissimi Nudibranchi
I Nudibranchi (Nudibranchia Cuvier, 1817) sono un ordine di molluschi gasteropodi della sottoclasse Heterobranchia, che comprende addirittura più di 3000 specie e sono simili a delle lumache (cioè chiocciole senza guscio).
La parola nudibranchia deriva dal latinino nudus (nudo) e dalla parola greca brankhia (branchie), e significa con le branchie nude. Il termine "lumache di mare" è spesso riferito ai nudibranchi, sebbene non tutte le "lumache di mare" appartengano allo stesso gruppo tassonomico dei nudibranchi. Ad esempio le lumache della famiglia Aglajidae sono spesso confuse con i nudibranchi per il loro aspetto vistoso ed i colori sgargianti.
I nudibranchi sono dotati di corpo morbido e flessibile. La forma adulta non ha conchiglia, che viene persa durante il primissimo periodo vitale, alla fine della vita planctonica, né dispongono quindi di opercoli. Le forme e i colori possono variare enormemente, le dimensioni variano da 1 a 60 centimetri. Tra i nudibranchi si possono trovare le creature più colorate sulla Terra.
Non è facile incontrarli.






Il doride dipinto (Felimare picta)
Il doride dipinto (Felimare picta) è un mollusco nudibranchio della famiglia Chromodorididae. Da come si vede nelle due foto, il colore del corpo è variabile: va da azzurro a viola, giallo o verde, con macchie gialle irregolari. Ha sei sottospecie diverse. Raggiunge i 20 centimetri di lunghezza. Vive nell'Oceano Atlantico occidentale e orientale e Mar Mediterraneo su fondali fino a 50 metri di profondità.




Accoppiamento di nudibranchi
Ho avuto la fortuna di riuscire a fotografare la fase di accoppiamento di due esemplari di Doride dipinto (Felimare picta). Tutti i nudibranchi sono ermafroditi e non esistono quindi maschi e femmine, bensì in ogni individuo sono presenti contemporaneamente gli organi riproduttivi maschili e femminili. Pertanto sono detti ermafroditi simultanei. Al momento dell’accoppiamento i due partner si affiancano rivolgendosi il fianco destro, dove sono presenti le aperture genitali (vedere la foto). A questo punto avviene la fecondazione delle uova, simultaneamente nei due organismi. Le uova vengono poi rilasciate da ciascun individuo avvolte in un nastro di muco che viene fatto aderire al fondale.