I Crostacei


Classificazione dei Crostacei
I Crostacei (Crustacea Brünnich, 1772) appartengono alla classe dei Malacostraca (un subphylum "parafiletico" per alcuni autori) dell'immenso phylum degli Arthropoda, gli Artropodi (a cui appartengono crostacei, insetti, i ragni, scorpioni, acari, zecche, ecc. ) che comprende principalmente animali acquatici marini, sebbene siano ampiamente presenti anche nelle acque dolci e sia nota qualche specie terrestre.
Il termine Artropode significa “zampe articolate” e questo philum è il più vasto del regno animale in generale e sottomarino. Il corpo è segmentato con tre regioni: capo, torace e addome tutte e tre (salvo rari casi, come nei paguri) rivestite da un esoscheletro duro a protezione. Nella crescita, l’animale perde la vecchia corazza e ne acquista una nuova con l’indurimento della cuticola sottostante la vecchia. Nel mare di San Bartolomeo quelli che chiamiamo col termine "granchi" che si vedono correre sugli scogli (ormai pochi). Beniamini dei bambini sono invece i numerosi piccolo paguri che spesso vengono purtroppo raccolti dai bambini e conservatai nei secchielli colmi di acqua marina e quindi destinati ad una brutta fine. Nonni e genitori dovrebbero inculcare ai giovani il rispetto per la natura (esiste anche una legge che riguarda l'argomento).


I piccoli paguri
I paguri sono caratterizzati dalla presenza di 10 zampe, pertanto sono detti decapodi. In italiano vi è omonimia con il raggruppamento dei molluschi decapodi (Decapodiformes), cioè seppie e calamari, con cui non vanno confusi. Sono cratterizzati dalla presenza di un addome molle e, come protezione da questo pericoloso handicap, si infilano in conchiglie vuote rinvenute sui fondali capaci di contenere l’addome e quindi di proteggerlo. In alcune specie per aumentare la protezione i paguri rivestono la conchiglia con attinie in una simbiosi mutualistica.
Crescendo cambiano più volte le loro protezioni (esoscheletro e conchiglia) la "corazza" attraverso la naturale muta insita nella natura dei crostace e la conchiglia va scelta attraverso la laboriosa ricerca di una vuota più grande, in cui l’addome possa sentirsi a proprio agio. Ma non è tutto: con le chele i paguri più grandi staccano le amiche attinie dalla vecchia conchiglia abbandonata e le “trapiantano” nella nuova “convincendole a rimanervi con l’offerta di probabile più abbondante cibo.





Le conchiglie della Torrette
Spesso le piccole conchiglie vuote del gasteropode detto Torretta (Cerithium sp.) sono occupate da piccoli paguri, crostacei decapodi che paiono trascinarsi faticosamente appresso la loro casetta. Nella foto un gruppo di paguri occupa le conchigla vuote del gasteropode.








Paguro zamperosse Clibanarius erythropus
Detto anche Paguro diavolo, forse per le sue "corna" rosse, che vive nelle pozze di scogliera e nelle acque sublitorali a bassa profondità. Come altri paguri, si nutre di "detriti organici, macroalghe decomposte e fresche con fauna associata e flora algale epifita, piccoli invertebrati e pezzi macroscopici di tessuti animali morti e vivi". È stato dimostrato che selezionano substrati in cui possono coprire grandi distanze e che i gusci globosi consentono loro una maggiore mobilità rispetto a quelli allungati. Ha occhietti neri puntinati.







Paguro striato Pagurus anacoretus
Vive solitario sulle rocce, vicino alla costa, nei primi metri di profondità. La sua caratteristica principale è la colorazione rossartra vivace e screziata e le lunghe antenne. Ha occhietti verdi con un punto nero. Come altri paguri, si nutre di "detriti organici.