I bellissimi vermi


I Vermi (Anellida)
Quello dei Anellida è un phylum animale, che comprende gli organismi comunemente noti come "vermi". Il nome deriva dal fatto che questi animali presentano una evidente metameria (suddivisione del corpo secondo la sua lunghezza in una serie di elementi) di tutto il corpo, che appare suddiviso in molti anelli pressoché identici; deriva dal latino anellus ossia piccolo anello. Viene subito in mente un lombrico che è un animale non prorio apprezzabile per la sua bellezza, ma quelli marini (come i Policheti) hanno spesso una morfologia particole. Alcune specie poi, come lo spirografo, sono ornate di una ricca e colorata corona di tentacoli a spirale.
Lo spirografo Sabella spallanzanii è un anellide policheta della famiglia dei Sabellidae, dall'esterno vagamente somigliante ad un antozoo (corallo) in realtà appartenente a tutt'altro tipo di animali. Vive pressoché in tutti i mari, anche a grandi profondità. Comune nel Mar Mediterraneo orientale è più raro in quello occidentale.


Lo spirografo (Sabella spallanzanii)
Questo bellissimo anellide della classe Polychaeta della famiglia dei Sabellidae è dedicato al famoso naturalista e presbitero Lazzaro Spallanzani (1729 -1799). Spallanzani è ricordato soprattutto per aver confutato la teoria della "generazione spontanea" con un esperimento che verrà successivamente ripreso e perfezionato da Louis Pasteur.
L'animaletto vive all'interno di un tubo di consistenza cartacea, prodotto dall'animale, dentro cui si ritira in caso di pericolo. È munito nella zona cefalica di branchie filiformi ricoperte di cilia e di ghiandole mucose, la cui funzione è di invischiare le particelle alimentari. Queste hanno una colorazione che alterna giallo-marrone, marrone scuro e bianco e sono bellissime.















Lo spirografo (Sabella spallanzanii)
Questo bellissimo anellide della famiglia dei Sabellidae vive all'interno di un tubo di consistenza cartacea, prodotto dall'animale, dentro cui si ritira in caso di pericolo. Dato che è "timidissimo" si ritira velocemente appena percepisce la presenza umana e pertanto è difficile vederlo. Risulta più facile avvicinarlo quando si nutre tramite le cilia con cui linvischia le particelle alimentari (plancton). La cilia sono fornite di piccoli uncini che possono penetrare nella pelle similmente a quelle dei ricci di mare: pertanto è meglio non toccare l'anellide. La serie di foto di cui sopra documentano la Sabella spallanzanii.
Fotografia 1 e 2: sul fondo tra gli scogli uno spirografo esce timidamente dal suo tubo in cerca di cibo
Fotografie 3 -5: uno spirografo agita le cilia in cerca di plancton (sono i fastidiosi puntini bianchi incubo dei fotografi)
Fotografia 6: macroripresa delle cilia dello spirografo





Capsule ovigere di Policheti
In estate è facile incontrare sul fondo degli strani sacchetti gelatinosi tondi di dimensioni di una mela. Sono sottili teche gelatinose prodotte dal polichete (verme) detto Verme della sabbia (Arenicola marina) della famiglia Arenicolidae che contengono le loro uova.