Paleontologia generale

Paleoicnologia

Studia le tracce fossilizzate che antichi esseri viventi hanno lasciato quale testimonianza della loro presenza. Un classico esempio sono le impronte di deambulazione dei gigantedchi dinosauri.



Come si forma una traccia fossile
Ormai, grazie alla divulgazione più o meno corretta da parte dei media, tutti conoscono le impronte fossili che i dinosauri hanno lasciato nel loro camminare. Queste sono però scoperte eccezionali. In verità i paleontologi studiano generalmente impronte assai più modeste, ma altrettanto, se non più utili. Vediamo come si può conservare un'impronta "fossilizzandosi".


Impronte sulla sabbia
In questa foto di una spiaggia (presa da uno screen-saver) ritrae dei ciottoli depositati dalle onde sulla sabbia finissima: è un buon punto di partenza per comprende il processo che porta alla formazione di una traccia fossile. La corrente non è in grado di spostare i ciottoli che affondano nel sedimento morbido. La sabbia argillosa della spiaggia, trascinata dalla risacca, crea delle tracce particolari intorno ai ciottoli. Immaginiamo ora che questo scenario, in seguito ad un normale evento naturale improvviso, venga ricoperto in breve tempo da uno strato di sabbia grossolana. Il gioco è fatto.


Le tracce fossili possono essere di origine biologiche (icnofossili), cioè lasciate da esseri viventi, opppre "abiologiche", dette strutture sedimentarie generate dall'azione fisica.
Negli schizzi sottostanti ho disegnato una sezione geologica che rappresenta un evento che porta alla formazioe di una tipica struttura sedimentaria che i geologi chiamano ripple marks. Sono caratteristiche ondulazioni che si formano sulla sabbia del fondo marino in seguito aall'azione fisica delle onde.I disegni illustrano, in diverse fasi successive, il processo della loro formazione.





1° fase - La sabbia fine del fondo marino forma un substrato incoerente.


2° fase - Le onde e la corrente tracciano sul fondo le ondulazioni dette ripple marks.


3° fase - Un evento deposizionale ricopre il fondo marino di fanghi che si trasformano in argille.


4° fase - Col passare del tempo geologico la diagenesi trasforma la sabbia in arenaria e i il mare si ritira.


4° fase - L'erosione asporta le tenera argilla ed ripple marks vengono esposti a cielo aperto.



Ripple marks attuali
In questa foto di una spiaggia del Mar Rosso (zona del parco naturale del Wadi el Gemal, in Egitto) ritrae le tipiche ondulazioni della sabbia dette ripple marks.



Ripple marks fossili
La foto ritrae una spiaggia fossile con splendide strutture sedimentarie fossili del Cretaceo. Sono grandi ripple marks che affiorano in mare presso il Capo Berta a Diano Marina (IM), una località che, data la bellezza delle strutture, sarebbe da segnalare come geosito.


Un fondo marino di 40 milioni di anni fa
Ecco un tipico esempio di tracce fossilizzate strutture sedimentarie (queste sono in "negativo") simili a quelle descritte sopra: è un fondo marino risalente all'Eocene medio (cave presso Trino Vercellese). Si possono notare le ondulazioni del fondo e tracce del passaggio di piccoli ciottoli trascinati dalla corrente: sono tracce di impatto che vengono chiamate flute cast.



Fondo marino dell'Eocene
Ondulazioni del fondo (ripple marks) con tracce del passaggio di piccoli ciottoli trascinati dalla corrente: sono tracce di impatto che vengono chiamateflute cast.



Tracce fossili lasciate da organismi
Le tracce fossili che più interessano la paleontologia sono dette generalmente chiamate Icnofossili, sono testimoni dell'attività di organismi e pertanto sono determinanti per la ricostruzione di ambienti del passato (paleoecologia). La difficoltà stà nel capire quali animali hanno prodotto queste piste fossli, infatti spesso si tratta di organismi estinti che non conosciamo. L'unico modo per comprenderle meglio è di cercare di interpretare tali impronte confrontandole con quelle già conosciute e prodotte da organismi attuali. Le impronte fossili lasciate da organismi viventi sono state classificate in base al loro significato ecologico. Riporto le più ricorrenti, le "classiche", secondo Seilacher (1953), anche se attualmente tale suddivisione ha subito modifiche in quanto la paleoicnologia è una materia in continua evoluzione.

Cubichnia: tracce di riposo
Repichnia: tracce di spostamento
Pascichnia: tracce di nutrimento
Fodinichnia: tracce di esplorazione
Domichnia: tracce di abitazione (come le tane)

Le tracce fossili conosciute sono moltissime ed il campo della paleoicnologia risulta molto complesso pertanto sotto ho riportato una serie di immagini, un piccolo atlante, che ritrae alcune tra le tracce fossili più comuni e ricorrenti. Devo precisre che essendo la paleoicnologia una materia in continua evoluzione le terminologie e le classificazioni che seguono sono quelle "classiche"e potrebbero subire variazioni.


Teredini attuali
Temuti da tutti i marinai, questi molluschi sono in grado di scavare il legno delle navi provocando gravi danni. Nella foto a sx ho riportato per confronto un pezzo di legno attuale, raccolto sulle spiagge della Sardegna, che presenta tracce molto evidenti di gallerie.



Teredini fossili
Un frammento di legno fossilie completamente distrutto da gallerie di teredini compare in questo ciottolo spezzato a metà, formatosi per erosione di sedimenti oligocenici, raccolto in Piemonte nei dintorni di Aqui Terme.



Pleurodyctium
Con questo nome viene indicata questa struttura ad "S" che si trova in corrispondenza della parte terminale di un bivalve fossile. Un traccia "problematica": probabilmente si tratta di un parassita. Il campione proviene dagli starti del Devoniano della Francia del nord, sulla Manica..



   
Campione di coproliti
Con questo termine sono indicati gli escrementi fossili. Anche questo genere di traccia non ci permette purtroppo di identificare con precisione quale specie animale l'ha prodotta, ma senz'altro risulta utile per lo studio della sua dieta. L'esame al microscopio permette infatti di risalire al cibo di cui si nutriva l'animale. A partire da sx: due coproliti di un sauro del Miocene del Madagascar; a dx coprolite dell'Oligocene (un probabilre felino) proveniente da Toledo (Whashington, USA).



   
Molluschi litodomi
Questi squisiti molluschi, comunemente chiamati "datteri di mare" per la forma ed il colore che ricorda questo frutto, creano il proprio rifugio scavandolo nella roccia (da come si evince dal termine derivante dal greco - latino). La conchiglia secerne un potente acido che è in grado, con il tempo, di corrodere le rocce calcaree tanto da formare profonde gallerie in cui il mollusco ha rifugio. A sinistra: ciottolo calcareo, prodotto dallo smantellamento di rocce della costa della Croazia, presenta tracce di antiche gallerie scavate da antichi litodomi (Oligocene). A destra: un litodomo attuale nelle roccia che lo ospita (spiagge della Croazia).



Tracce di Helminthoidea labyrinthica
In paleontologia sono chiamate elmintoidi delle icnofacies date da piste fossili lasciate sul fondo marino da forme di vita epibentoniche presumibilmente limivore. Si tratta di una traccia della categoria pascichnia proveniente da strati dell'Eocene della liguria, una pista lasciata probabilmente da un anellide (verme) che si nutre esplorando il fondo marino e laziandi tracce di aspetto labirintico.



Tracce di Fucoides
Tracce di scavo da parte di piccoli organismi marini in cerca di cibo. Anticamente, per la loro forma, venivano interpretate quali radici di alghe (fucus, da cui il nome), da cui il nome. Il campione proviene dai sedimenti del Giurassico della Germania.



Tracce di Condrites
Queste sottili tracce (simili ai fucoides, ma di dimensioni inferiori) sono provenienti da strati dell'Eocene della Liguria, presentano un aspetto anastomizzato. Le piccole gallerie di scavo hanno canali che si sviluppano in senso verticale ed orizzontale: anche qui si tratta di organismi in cerca di cibo nel fondo marino. Attualmente sotto questo termine si tende a raggruppare anche i fucoides che differiscono solo per le dimensioni.



Tracce di Zoophycos
Molte tracce sono ancora sconosciute ai paleontologi in quanto appartengono ad esseri che sono estinti anche da milioni di anni. Questa è una di quelle. Lo Zoophycos rappresenta probabilmente tracce di nutrimento (esplorazione del fondo per ricerca di cibo) da parete di qualche mollusco sconosciuto. Eocene medio (Cave presso Trino Vercellese)



Tracce di Paleodictyon
Anche queste impronte (forse del tipo Pascichnia) a forma di nido d'ape, dette Paleodictyion, sono state lasciate da un essere vivente ancora sconosciuto. Superficie di strato proveniente dalla Formazione di Lequio (Miocene delle Langhe).



Tracce di Spirofane
Impronte problematiche ancora totalmente sconosciute ai paleontologi sono le strutture circolari che presenta questa superficie di strato. L'esemplare proviene dai terreni del Triassico (Werfen) dall'Alto Adige (Passo Foido) ed ha circa 220 milioni dai anni.


Spugne clionidi
Ciottolo calcareo forato da gallerie di spugne clionidi - Pleistocene (costa di Vodice, Croazia). Queste spugne Monassonidi hanno la caratteristica di forare, forse per mezzo della secrezione di un acido, le rocce calcaree a cui aderiscono e anche i gusci di ostriche.
Gallerie di crostacei
Questa strana struttura appartiene alla categoria Domichnia. Si tratta di una galleria, una tana, di crostacei che, più consitente, si è conservata in "negativo" nella classica "sabbia gialla astiana" incoerente del Pliocene (zona presso Montafia, Asti).