Paleontologia generale

Paleoicnologia

Questa branca della paleontologia studia le tracce fossilizzate che antichi esseri viventi hanno lasciato quale testimonianza della loro presenza, quali ad esempio le impronte di deambulazione.




Come si forma una traccia fossile

Ormai, grazie alla divulgazione più o meno corretta da parte dei media, tutti conoscono le impronte fossili che i dinosauri hanno lasciato nel loro camminare. Queste sono però scoperte eccezionali. In verità i paleontologi studiano generalmente impronte assai più modeste, ma altrettanto, se non, più utili. Vediamo come si può conservare un'impronta "fossilizzandosi".


Impronte
Questa splendida foto di una spiaggia, scaricata da uno screen-saver che ho trovato su Internet, rende pienamente l'idea di come si fa a formare una traccia fossile. In primo piano compaiono dei ciottoli che la corrente non è in grado di spostare, mentre la sabbia argillosa della spiaggia, trascinata dalla risacca, crea delle tracce particolari intorno ad essi. Immaginiamo ora che questo scenario per un evento naturale improvviso venga ricoperto in breve tempo da uno strato di sabbia grossolana.


Nello schizzo sottostante ho disegnato la sezione geologica che rappresenta l'evento descritto sopra in quattro fasi successive.
1° fase: rappresenta la sezione geologica della fotografia di cui sopra con i tre ciottoli
2° fase: la sabbia grossolana ricopre il tutto
3° fase: passano milioni di anni in seguito a "diagenesi" la sabbia si trasforma in arenaria e l'argilla in tenera argillite.
4° fase: estrazione della porzione di strato da parte del geologo: l'argillite si sbriciola e rimane solo l'impronta "negativa" sull'arenaria più consistente.




Un fondo marino di 40 milioni di anni fa

Ecco un tipico esempio di tracce fossilizzate (in "negativo") simili a quelle descritte sopra: è un fondo marino risalente all'Eocene medio (Cave presso Trino Vercellese). Si possono notare le tracce del passaggio di piccoli ciottoli trascinati dalla corrente e ondulazioni del fondo.


Superficie di strato (Miocene inferiore, formazione di Gassino, Torino)



Tracce fossili

Le tracce fossili possono essere anche testimoni dell'attività di organismi e pertanto sono determinanti per la ricostruzione di ambienti del passato (paleoecologia). La difficoltà sta' nello studio delle piste fossili lasciate da organismi estinti che pertanto non conosciamo. L'unica modo per comprenderle meglio è di cercare di interpretare tali impronte confrontandole con quelle già conosciute prodotte da organismi attuali. Le impronte fossili lasciate da organismi viventi sono state classificate in base al loro significato ecologico. Riporto le più ricorrenti (secondo Seilacher, 1953):

Cubichnia: tracce di riposo
Repichnia: tracce di spostamento
Pascichnia: tracce di nutrimento
Fodinichnia: tracce di esplorazione
Domichnia: tracce di abitazione (come le tane)

Le tracce fossili conosciute sono moltissime ed il campo dell'icnologia risulta molto complesso pertanto sotto ho riportato una serie di immagini che ritraggono alcune tra le tracce fossili più comuni.


Teredini attuali (Sardegna).
Teredini attuali
Temuti da tutti i marinai, questi molluschi sono in grado di scavare il legno delle navi provocando gravi danni. Nella foto a sx ho riportato per confronto un pezzo di legno attuale, raccolto sulle spiagge della Sardegna, che presenta tracce molto evidenti di gallerie.
Teredini fossili
Tracce di teredini fossili compaiono in questo ciottolo spezzato a metà, formatosi per erosione di sedimenti oligocenici, raccolto in Piemonte nei dintorni di Aqui Terme.
Teredini fossili dell'Oligocene del Piemonte (Aqui Terme).


Pleurodyctium
Con questo nome viene indicata questa struttura ad "S" (ingrandita nella foto a dx) che si trova in corrispondenza della parte terminale della conchiglia fossile. Probabilmente si tratta di un parassita? Il campione proviene dagli starti del Devoniano della Francia del nord, sulla Manica.


Coproliti.
Coproliti
Con questo termine sono indicati gli escrementi fossili. Anche questo genere di traccia non ci permette purtroppo di identificare con precisione quale specie animale l'ha prodotto, ma senz'altro risulta utile per lo studio della sua dieta. L'esame al microscopio permette infatti di risalire al cibo di cui si nutriva l'animale. A partire da sx: due coproliti di un sauro del Miocene del Madagascar; a dx coprolite dell'Oligocene (felino?) proveniente da Toledo (Whashington, USA).
Litodomi
Questi squisiti molluschi, comunemente chiamati "datteri di mare" per la forma ed il colore che ricorda questo frutto, creano il proprio rifugio scavandolo nella roccia (come dice il termine derivante dal latino). La conchiglia secerne un potente acido che è in grado, con il tempo, di corrodere le rocce calcaree tanto da formare profonde gallerie in cui il mollusco è in effetti prigioniero. Il ciottolo calcareo, prodotto dallo smantellamento di rocce della costa della Croazia, presenta tracce di antiche gallerie scavate da antichi litodomi (Oligocene).
Ciottolo con fori di litodomi.


Tracce di Helminthoidea labyrinthica.
Helminthoidea labyrinthica
Una traccia della categoria Pascichnia proveniente da strati dell'Eocene della liguria, si tratta di una pista lasciata probabilmente da un anellide (verme) che si nutre esplorando il fondo marino.
Fucoides
Tracce di scavo da parte di piccoli organismi marini cerca di cibo. Anticamente, per la loro forma, venivano interpretate quali radici di alghe (Fucus), da cui il nome. Il campione proviene dai sedimenti del Giurassico della Germania.
Condrites
Queste sottili tracce (simili ai Fucoides) sono provenienti da strati dell'Eocene della Liguria, presentano un aspetto anastomizzato. Le piccole gallerie di scavo hanno canali che si sviluppano in senso verticale ed orizzontale: anche qui si tratta di organismi in cerca di cibo nel fondo marino. Attualmente sotto questo termine si tende a raggruppare anche i Fucoides che differiscono solo per le dimensioni.
Zoophycos
Molte tracce sono ancora sconosciute ai paleontologi in quanto appartengono ad esseri che sono estinti anche da milioni di anni. Questa è una di quelle. Lo Zoophycos rappresenta probabilmente tracce di nutrimento (esplorazione del fondo per ricerca di cibo) da parete di qualche mollusco sconosciuto. Eocene medio (Cave presso Trino Vercellese)


Paleodictyon
Anche queste impronte (forse del tipo Pascichnia) a forma di nido d'ape, dette Paleodictyion, sono state lasciate da un essere vivente sconosciuto. Superficie di strato proveniente dalla Formazione di Lequio (Miocene delle Langhe).
Spirofane
Altre impronte ancora totalmente sconosciute ai paleontologi sono le strutture circolari che presenta questa superficie di strato, che vengono chiamate con il termine di "Problematica". L'esemplare proviene dai terreni Triassici (Werfen) dall'Alto Adige (Passo Foido) ed ha circa 220 milioni dai anni.