Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali
Federico Eusebio di Alba

Sede: via Vittorio Emanuele 19, Alba (CN)
Telefono: 0173 290092
SitoWeb: http://www.eusebio-online.it/Index_1.asp

Nota: il testo e a fotografia contrassegnata con (*) sono stati tratti dal depliant e dal sito del Museo.



Due parole sul Museo
Il "nuovo" Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali "Federico Eusebio", riaperto recentemente e riallestito secondo criteri espositivi innovativi, che coniugano una grande piacevolezza degli allestimenti con l’assoluta chiarezza e completezza delle informazioni, è uno dei musei più ricchi del Piemonte meridionale.
Fondato nel 1897 per iniziativa di Federico Eusebio, il Museo nacque esclusivamente come raccolta storico-archeologica. Nel 1976 venne trasferito nell'attuale sede ed arricchito con l'aggiunta di sezioni che illustrano la storia naturale del territorio. Con il nuovo allestimento, il patrimonio del vecchio Museo archeologico viene integrato con i reperti provenienti dagli scavi effettuati negli ultimi 25 anni, che hanno permesso di sviluppare le conoscenze sulla preistoria e sulla città romana. Nel suo complesso, quindi, il Museo fornisce il quadro più ampio possibile dell'ambiente locale nel suo divenire naturalistico e storico



Federico Eusebio fondatore del Museo
Federico Eusebio 1852 - 1913 nacque ad Alba il 14 Dicembre 1852 da un'umile famiglia originaria di Magliano Alfieri. Frequentò il Ginnasio nella sua città natale, quindi si trasferì a Torino. In quella citta compì gli studi classici al Liceo "Gioberti" e poi all'Università, dove consegui la laurea in lettere il 6 agosto 1875, discutendo una tesi sulla satira antica.
Iniziò la carriera didattita all'Istituto internazionale di Torino, diventando titolare di letteratura italiana. Fu durante quegli anni che Eusebio iniziò gli studi, poco conosciuti e raramente pubblicati, che dimostrano la sua versatilità; infatti si occupò di argomenti diversi (letteratura italiana, epigrafia, glottologia) e compose persino opere in versi.
Nel 1882 vinse la cattedra di letteratura latina all'Università di Genova dove ottenne l'incarico dell'insegnamento dell'archeologia dal 1884. Gli studi e l'attività universitaria non lo distolsero però dall'amore per la sua terra, impegnandosi a valorizzare il patrimonio culturale di Alba.
Fondò il Museo e la Società storica albese, che resse fino alla sua morte avvenuta il 25 luglio 1913. Dal 1908 al 1912 pubblicò sulla rivista Alba Pompeia gli ultimi studi dedicati all'albese, che costituiscono ancora oggi un punto di riferimento fondamentale per la comprensione della storia della nostra zona.



A sx: Federico Eusebio (1852 - 1913), fondatore del museo (*).



L'Associazione Amici del Museo F. Eusebio
Costituita con atto notarile il 10 gennaio 1990 l'Associazione si prefigge lo scopo di promuovere, organizzare e realizzare iniziative tendenti alla conoscenza e all'utilizzo didattico del Museo civico Federico Eusebio. In particolare incrementa e studia le collezioni del Museo e produce materiale a stampa o su altri supporti.
Ogni anno vengono proposte serate di incontro culturale con proiezioni di diapositive o di filmati-video e alcune brevi gite, sempre a carattere culturale, a cui possono partecipare gratuitamente i soci e chiunque altro sia interessato.
Il Comitato Direttivo è composto di otto membri e da due revisori dei conti, eletti annualmemente dall’Assemblea dei Soci. E’ registrata nell’Albo Regionale delle associazioni di volontariato con D.R. 1660 del 7 maggio 1993.
L'Associazione ha sede in Via Paruzza1, 12051 Alba (CN) - Tel e Fax: +39 0173 29 24 69 (Museo).


Le sale di archeologia preistorica e protostorica
La sezione preistorica prende avvio con l’illustrazione della storia geologica e morfologica dell’Albese. L’importanza della stazione neolitica di Alba (fine VII - inizio IV millennio a.C.) è ampiamente documentata dai reperti ceramici e litici in selce e in pietra verde, provenienti dagli scavi effettuati negli ultimi vent’anni in vari settori urbani.
Di particolare interesse didattico è l’ipotesi ricostruttiva a grandezza naturale di parte di una capanna neolitica, il cui fondo con la presenza di un focolare è stato ritrovato in borgo Moretta. All’età del Rame – inizi dell’antica età del Bronzo (seconda metà IV – fine III millennio a.C.) appartengono, invece, la tomba collettiva monumentale e alcuni corredi funebri, in cui si distingue un pugnale in rame, recante ancora le tracce del fodero in cuoio.
Gli aspetti caratterizzanti dell’età del Bronzo (II millennio a.C.) emergono dallo studio delle necropoli che hanno restituito urne, vasi, accessori, elementi di ornamento e di abbigliamento personale. In questo contesto è da segnalare la musealizzazione della sepoltura ad inumazione di un individuo adulto con corredo costituito da uno spillone in bronzo ed una ciotola. Il quadro cronologico è completato dall’esposizione delle tipologie ceramiche provenienti dai contesti insediativi e da una spada in bronzo deposta nel letto del Tanaro.
L’età del Ferro (V – II secolo a.C.) è documentata da reperti ceramici e metallici, riferibili a gruppi liguri prevalentemente dediti ad attività di sussistenza ed al mercenario.


Le sale di archeologia romana
La grande ricchezza dei reperti archeologici ospitati nella sezione romana del museo civico Federico Eusebio provengono da Alba Pompeia, municipium romano a partire dall’89 a.C., e dal suo territorio. Il percorso, introdotto al piano terra dal cippo di Caio Cornelio Germano e dalla tomba a camera, due dei più significativi reperti del museo, prende avvio al primo piano con un esauriente excursus che illustra gli aspetti storici della romanizzazione e la fondazione della città.
Le numerose campagne di scavo, realizzate dalla fine dell’Ottocento a oggi, permettono di ricostruire l’aspetto originario di Alba Pompeia: ne sono testimonianza i reperti esposti nelle sale dedicate all’edilizia pubblica. La panoramica sull’organizzazione urbanistica prosegue con la ricostruzione di alcuni ambienti appartenenti a domus private. Ampio spazio è dedicato alla necropoli che ha restituito copiose testimonianze sui riti funerari e sul culto dei defunti. La consuetudine di porre nel corredo funebre una moneta ha consentito di raccogliere un’importante collezione numismatica. Il percorso si conclude con la suggestiva galleria delle epigrafi, una delle più ricche del panorama archeologico del Piemonte.



Le sale della sezione naturalistica
Le sezioni di scienze naturali ospitano ricche collezioni rappresentative della storia naturale del territorio albese. Esse sono distribuite nelle tre sale di geologia, zoologia e botanica. La prima sala è dedicata alla geologia ed accoglie due collezioni fondamentali: quella paleontologica e quella mineralogica.
Di particolare importanza sono le vetrine nelle quali è esposta la fauna fossile delle colline del Roero, nelle quali spiccano le specie più significative di conchiglie fossili: si tratta della più ricca collezione di molluschi terziari piemontesi esposta al pubblico.
La sala di zoologia inizia con l’illustrazione dell’evoluzione del regno animale. Seguono poi alcune vetrine dedicate agli invertebrati, una con i pesci, anfibi e rettili, una per i mammiferi ed una per gli uccelli. La sala di botanica si apre con l’evoluzione del regno vegetale. Presenta poi gli alberi d’alto fusto, i funghi con l’immancabile tartufo, alcuni aspetti ecologici di vitale importanza per l’uomo.


A dx: particolare di una vetrina con animali conservati sotto formaldeide.




Vetrina della collezione zoologica con avifauna.



La collezione paleontologica
Di particolare importanza sono le vetrine nelle quali è esposta la fauna fossile delle colline del Roero, nelle quali spiccano le specie più significative di conchiglie fossili: si tratta della più ricca collezione di molluschi terziari piemontesi esposta al pubblico.


Una vetrina con fauna malacologica fossile del Piemonte.



Particolale di una vetricna con fauna malacologica fossile del Piemonte: variazioni di crescita della conchiglia Strombus coronatus (Pliocene). Il guscio piuttosto fragile e privo di ornamenti da giovane, presenrta da adulto il labbro molto inspessito e una bella corona di robuste spine.



Una vetrina di Paleontologia Generale.



Resti di proboscidati del Pliocene superiore.