| Paleontologia generale |
|
Stratigrafia |
Scala crono-stratigrafica
I paleontologi hanno suddiviso la storia della terra in Ere e Periodi (scala crono-stratigrafica) in base alle datazioni (relative ed assolute), agli eventi particolari quali ad esempio quelli geologici (formazione di catene montuose) ad a quelli climatici (glaciazioni) o paleontologici (comparsa o estinzione delle specie).
Il tempo qui acquista una dimensione che esce dall'immaginazione umana: è il tempo geologico, unità di misura adottata dagli sudiosi che ha una durata di un milione di anni (m.a.).
Le Ere ed i Periodi geologici sono stati chiamati con nomi che mettono in evidenza una successione temporale, come ad esempio le ere (Primaria, Secondaria, ecc.) oppure sono stati usati nomi che legati alla geografia del luogo in cui si il fenomeno è stato per la prima volta studiato (ad esempio il termine Cambriano che deriva dai monti Cambrici).
Esistono diverse tabelle della suddivisione crono-stratigrafica che però differiscono leggermente le une dalle altre in base agli studi eseguiti dai vari autori.
Sotto ne ho riportato una tra le più riconosciute, che dovrebbe essere molto vicino alla realtà. Compaiono le Ere ed i Periodi geologici con le rispettive età assolute. L'unità di musira dell'età assoluta viene espressa dai paleontologi in miloni di anni e viene indicata internazionalmente con la sigla Ma (nelle tabelle di autori italiani potrete trovare la sigla m.a.).
I piani stratigrafici
La precedente tabella crono-stratigrafica risulta molto semplificata in quanto non ho volutamente riportato i cosiddetti "piani" stratigrafici che renderebbero meno comprensibile lo specchietto.
I piani stratigrafici rispecchiano momenti geologici che indicano ambienti particolari, ad esempio nel Pliocene del Piemonte
esistono tre aspetti (facies) diversi: Piacienziano, Astiano e Villafranchiano, che ho descritto nella tabella sottostante.
I fossili guida
Nelle rocce sedimentarie, come si è detto, è normale rinvenire dei fossili, cioè i resti di antichi organismi morti e ricoperti dai sedimenti stessi che li hanno inglobati. Per il "criterio di sovrapposizione stratigrafica" è chiaro quindi che i fossili trovati al letto degli strati saranno più antichi di quelli trovati al tetto, ma non siamo in grado di attribuire loro una precisa età.
Esistono però dei fossili che ci permettono di riconoscere immediatamente la loro età senza ombra di dubbio: sono i cosiddetti "fossili guida".
I "fossili guida" presentano la duplice caratteristica quella di essersi evoluti (ed estinti) in modo molto rapido e quella di aver avuto una grande distribuzione aerale, cioè aver popolato una grandissima area del nostro pianeta.
Pertanto il paleontologo che si imbatte in un "fossile guida" è certamente sicuro di trovarsi in un preciso momento (epoca) della storia del nostro pianeta.
Nell'immagine seguente ho voluto rappresentare simbolicamente due Trilobite (artropode) fossili molto conosciuti, che sono fossili caratteristici del Paleozoico.
Infatti le Trilobiti compaiono nel Cambriano e si estinguono nel Permiano dove compaiono le ammoniti che scompaiono alla fine del Cretaceo, come i dinosauri.
|
--------------------------
Trilobite, gen. Phacops (Devoniano)
--------------------------
Trilobite, gen. Calimene (Ordoviciano)
|
|
Datazione con fossili guida Questo esempio, forse troppo semplicistico per gli "addetti ai lavori", serve a comprendere come funziona una datazione con dei fossili guida. Negli strati a sinista, nei livelli indicati dalle linee tratteggiate, sono state rinvenute due diversi generi di trilobiti che sono vissute rispettaivamente nell'Ordoviciano e nel Devoniano. Sicuramente il pacco di strati compreso tra i due punti di rinvenimento è databile al Siluriano (ved. tabella crono-stratigrafica all'inizio della pagina. |
Correlazioni stratigrafiche
Inserire il testo.